Wednesday , June 19 2019

Reazioni all’intervista

Summary:
POST DA FB Visto il putiferio che ha scatenato la mia intervista letta come una retromarcia (tranquilli, nessuna retromarcia pro-europeista), provo a chiarificare il mio pensiero (riprendo da una mail di risposta ad alcuni amici, xxx è un economista a voi ben noto): 1) quello che dico è che la polemica da anni contro i "parametri di Maastricht" (3% e 60%) è sbagliata in quanto questi in un'unione monetaria completa han perfettamente senso, il punto è dunque quello di battersi per un bilancio federale ciò che, assieme a una banca centrale cooperativa, comincerebbe a far avvicinare l'Europa a un'unione monetaria feasible. Questo significa che sono diventato federalista e che ritengo questo possibile, o addirittura macroniano? No. Però se decidi di fare politica in Europa ti

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POST DA FB

Visto il putiferio che ha scatenato la mia intervista letta come una retromarcia (tranquilli, nessuna retromarcia pro-europeista), provo a chiarificare il mio pensiero (riprendo da una mail di risposta ad alcuni amici, xxx è un economista a voi ben noto): 1) quello che dico è che la polemica da anni contro i "parametri di Maastricht" (3% e 60%) è sbagliata in quanto questi in un'unione monetaria completa han perfettamente senso, il punto è dunque quello di battersi per un bilancio federale ciò che, assieme a una banca centrale cooperativa, comincerebbe a far avvicinare l'Europa a un'unione monetaria feasible. Questo significa che sono diventato federalista e che ritengo questo possibile, o addirittura macroniano? No. Però se decidi di fare politica in Europa ti devi dare obiettivi corretti e agire negli interstizi possibili, inclusa la attuale spaccatura franco-tedesca. Abbaiare contro obiettivi sbagliati in un profondo isolamento mi sembra velletario e ci può condurre alla Troika. Non è un caso che Savona se ne sia andato dal governo (read my lips: andato). Era l'unico ad aver avanzato delle proposte articolate.

2) Può invece darsi che il governo via il rifiuto delle sanzioni a cui potremmo andare dritti (e via il salasso degli spread che con questi chiari di luna potrebbero crescere a livelli insostenibili) ritenga di portarci all'uscita. Può darsi che xxx abbia informazioni su questo. Come il governo potrebbe averle su come ripristinare il sistema dei pagamenti, un tema che come sapete mi sta piuttosto a cuore. Dalle informazione che ho esso sarebbe azzerato per mesi e con esso le attività economiche... Varoufakis pensò di basarsi sulla rete corrispondente alla nostra Agenzia delle entrate ritenendo che avere questa carta fosse l'asso vincete, sia per rimanere avendo ottenuto qualcosa o per lasciare. E non mi si replichi... eh ma Varoufakis... anche Varoufakis può aver espresso cose giuste, tanto più da una posizione in cui si hanno le informazioni.

3) Se si intraprendesse comunque questa strada non avremmo scelta che appoggiarla. Vorrei che ci si arrivasse in maniera diversa e meno sgangherata, e con obiettivi diversi che non la flat tax e un clima da oscurantismo alla Opus Dei (baci ai rosari e quant'altro).

4) circa il "Paese del bengodi", questa è la critica standard che faccio agli MMT che pensano che basti una moneta sovrana per aver risolto tutti i problemi del mondo. Nella fattispecie il riferimento è all'idea che la BCE possa sostenere il deficit sending ab libitum degli stati membri di un'unione monetaria scatenando la concorrenza a chi fa più deficit. Manco gli MMT più fanatici arrivano a tanto. E per questo poltiche espansive vanno condotte da autorità federali (Tesoro e banca centrale).

5) concluso dicendo che da sinistra si deve dire a) che le battaglie vanno fatte su temi giusti e non velleitari (chi parla male pensa male); b) si cerchi fin che è possibile di far politica, isolarsi non è far politica; far politica è sfruttare ogni interstizio; è oggi questo si apre sul tema del bilancio federale; alle rotture si deve arrivare su battaglie poltiche; c) si deve dire apertamente che certi obiettivi sono non condivisibili, come la flat tax.

Il mio dissenso col governo (ovvero con Salvini) non è sul giudizio sull'Europa, ma sul metodo e gli obiettivi della battaglia.

Sergio Cesaratto
Sergio Cesaratto (Rome, 1955) studied at Sapienza, where he graduated under the direction of Garegnani in 1981 and received his doctorate in 1988. He obtained a Master's degree in Manchester in 1986. He worked as a researcher at CNR where he was of Innovation Economics. In 1992 he became a researcher at La Sapienza, and then associate professor in Siena where he teaches Economic Policy and Development Economics.

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